Capodanno 2004. Destinazione Madrid. Come arrivarci?

Cerchiamo un volo low cost, ma essendo studenti ed essendo spiantati, ci riduciamo troppo sotto data per trovare un volo economico per Madrid. Rinunciare? Ma nemmeno per sogno. Decidiamo di arrivare a Madrid in auto.

Partiamo in cinque, la macchina è piena. Il costo dell’autostrada e della benzina è così amortizzato e il viaggio ci consente di risparmiare rispetto a quanto avremmo speso comprando un volo. Calcoliamo che il percorso che ci separa dalla nostra meta può essere coperto in circa 16 ore, non è molto. O meglio, non è molto per noi che siamo giovani e matti. In più il viaggio in auto ha tutto un altro sapore rispetto a prendere un volo e arrivare a destinazione in poche ore.

Un viaggio in auto è un vero viaggio. Si procede lentamente. Si rallenta. Si riparte veloci. Si ha tempo di chiacchierare e di lasciare vagare lo sguardo ammirando l’orizzonte. Si attraversano paesi e città, si sbircia dentro le macchine altrui. Si sogna e il viaggio inizia nel momento stesso in cui si chiude la porta di casa.

L’atmosfera prima della partenza è elettrica perchè noi siamo elettrizzati. La partenza slitta di circa un’ora. L’aspetto migliore di viaggiare in auto è  questo: parti quando vuoi, non hai orari da rispettare, puoi scegliere. Non per niente Allen Ginsberg e Jack Kerouac viaggiavano in auto e il libro più famoso della bit generation è On the road.

Auto

Il viaggio comincia. Tra risate e anneddoti divertenti, prese in giro e discorsi sul senso della vita, ci sembra un attimo arrivare in Francia. Decidiamo di fermarci per mangiare qualcosa in un autogrill.

E’ qui che ha inizio la tragicommedia. Un’immensa cartina troneggia davanti a noi e, mentre addentiamo un panino gommoso e sgranchiamo le gambe, a due dei miei compagni di avventure viene in mente che forse il nostro viaggio in auto sarebbe ancora più bello se passassimo da Andorra.

Andorra è un micro-stato nello stato, confinante con la Francia da un lato e con la Spagna dall’altro. Nessuno di noi ci è mai andato prima. E’ situato sui Pirenei, di sicuro ci sarà anche un po’ di neve da ammirare. Qualcuno si azzarda a dire che forse non è proprio un’idea geniale, che allunghiamo molto la strada. Io mi limito ad alzare le spalle, mi fido ciecamente di loro. Così la decisione è presa: passeremo da Andorra.

Decidiamo di rendere il nostro viaggio in auto ancora più indimenticabile uscendo dall’autostrada, ci siamo stancati di procedere così spediti e veloci, sempre diritti. Si sta perdendo il senso del viaggio per cui siamo tutti d’accordo. Abbiamo voglia di perderci un po’ per le campagne francesi. Mentre percorriamo una stradina secondaria vediamo un’insegna di una chiesa e ci viene voglia di fermarci a dare un’occhiata.

Abbiamo tempo per un pit-stop? Certo che lo abbiamo, siamo liberi, non dobbiamo che viaggiare! Scendiamo tranquilli tra colline verdi e prati fioriti, dove questa piccola chiesetta è attorniata da qualche abitazione. In giro un cane scondizola e ci fa la festa, segno che percepisce che non siamo assolutamente minacciosi. Ce ne stiamo un po’ lì a riempirci gli occhi della meraviglia della libertà. Poi si riparte spediti.

Seguendo le indicazioni per Andorra arriviamo su una strada completamente bloccata dal traffico. Questa coda è durata dalle 8 alle 10 ore. A metà strada ci siamo fermati a cena, eravamo esausti e scoraggiati da quell’interminabile ingorgo che sembrava non avere fine. Non avevamo considerato che Andorra è una rinomata meta sciistica frequentatissima durante il periodo di Natale e Capodanno. Usciamo da queste strade congestionate verso le 22 di sera, vedendo svanire le nostre speranze di arrivare a Madrid in serata.

Forse avremmo potuto o dovuto cercare un posto per dormire, ma il nostro vigore giovanile ci faceva sentire invincibili. Così abbiamo proseguito ancora, riprendendo l’autostrada in direzione Madrid. Il sonno però si faceva sentire visto che ormai era notte fonda. Abbiamo parcheggiato in un autogrill e ci siamo riposati in auto.

La nostra macchina, quella notte, ci sembrò anche un bellissima suite d’albergo. Ci ha svegliato l’alba e il sole che splendeva incurante della nostra notte all’addiaccio. Dopo una colazione abbondante in cui abbiamo mangiato dolce e salato e soprattutto bevuto litri e litri di caffè, siamo ripartiti. Decisi di fermarci solo una volta giunti a Madrid.

Auto

La strada correva via veloce, noi avevamo ritrovato la consueta allegria. Il paesaggio fuori dal finestrino sembrava volerci dare il benvenuto, distese di campi e poi città. Tanto sole, tutto da prendere in faccia. E poi in lontananza, una visione, come per Colombo l’America, noi vedevamo Madrid. Immensa con tutte le sue case, una distesa infinita di costruzioni e edifici, la nostra America era lì: Madrid eccoci!

Certo questo viaggio in auto è stata un’esperienza dura e forse da sconsiderati, eppure ancora oggi ne parliamo ridendo con le lacrime agli occhi e la domanda che ci facciamo è sempre la stessa “Come ci è venuto in mente di passare per Andorra per arrivare a Madrid?”

La risposta è solo una: volevamo essere liberi di viaggiare davvero, con quella libertà che solo un viaggio in auto ti permette. La libertà di sbagliare strada e di assaporare il gusto della vita vera.

In collaborazione conTouring ClubHertz

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