Qual è il tuo libro da viaggio preferito?
Varie 11 Agosto, 2008

“Un diario di viaggio deve essere pieno di sensazioni, una guida viaggi, invece, ne deve essere priva” - così ha scritto Stendhal quasi due secoli fa. Oggi la maggior parte di noi ancora parte in vacanza con entrambi: vogliamo la Lonely Planet che ci orienti nella direzione giusta, evitando gli imprevisti, ma dall’altra parte abbiamo bisogno di un bel racconto in prima persona che ci dia brivido dell’avventura e che stimoli la nostra immaginazione. E allora per fare bei viaggi occorrono bei libri.
Non sono un esperto di libri da viaggio, ma provo ugualmente a segnalarne qualcuno.
- Sette Anni in Tibet di Heinrich Harren
- Latinoamericana. Un diario per un viaggio in motocicletta di Ernesto “Che” Guevara e Alberto Granado
- Sulla Strada di Jack Kerouac
- Il Codice da Vinci di Dan Brown
- Memorie di una Geisha di Arthur Golden
- Il viaggio di un cuoco di Anthony Bourdain
- Il sergente nella neve di Mario Rigoni Stern
- America primo amore di Mario Soldati
- Buonanotte Signor Lenin di Tiziano Terzani
E qual è il tuo libro da viaggio preferito?
francesco 


12 Agosto, 2008 at 3:12 pm
Ciao Francesco
bel post.. Come patita della lettura e dei viaggi non potevo non commentare. Non credo che esista IL LIBRO IDEALE per viaggiare. Penso piuttosto che esista un libro ideale per ogni stato d’animo del momento. A me piace leggere libri in cui potermi ritrovare nel mio essere costantemente felice e malinconica a livello alternato, come sulle montagne russe.
13 Agosto, 2008 at 7:41 am
Scusa ma…Il codice da Vinci?
13 Agosto, 2008 at 1:54 pm
Ciao Ninfa,
non ti piace il Codice da Vinci? Considera che libro ha come sfondo il Louvre e una tenebrosa e affascianante Parigi.
27 Agosto, 2008 at 5:41 pm
Non ho nessun dubbio!
Shantaram! un capolavoro.
Per quanto riguarda Buonanotte Signor Lenin l’ho letto or ora a Creta e mi è rimasto abbastanza pesante…
Ho letto quasi tutti i libri di Tiziano e quello più “viaggiabile” secondo me è “Un Indovino mi disse”.
Saluti
1 Settembre, 2008 at 12:11 pm
Allora io aggiugo Bruce Charles Chatwin e il suo memorabile “In Patagonia”