Secondo Legambiente le emissioni di CO2 da parte degli aerei entro il 2050 rappresenteranno il 40% di tutte le emissioni della Comunità Europea. La decisione avvenuta circa un mese fa da parte della UE di far entrare le emissioni del traffico aereo nel mercato della CO2 era necessaria, ma “l’accordo raggiunto oggi è deludente e rischia di compromettere la leadership conquistata dall’Europa a Bali” così Legambiente commenta la decisione del Consiglio dei ministri dell’ambiente, che introduce nel sistema di scambio di emissioni di CO2 anche quelle dei voli aerei sull’Europa a partire dal 2012.

“Le riduzioni – precisa la nota dell’associazione ambientalista – non sono infatti coerenti con l’impegno manifestato all’ultima conferenza sul clima di tagliare le emissioni climalteranti del 25-40% entro il 2020. Secondo i dati della Commissione, nel 2004 il traffico aereo nei cieli comunitari ha visto crescere le emissioni di CO2 dell’87% rispetto ai livelli del 1990”.

Climate Care

Questi numeri sono davvero impressionanti e lo sono ancor di più se si utilizza il Flight Calculator di ClimateCare per calcolare le emissioni delle più comuni tratte. Un semplice Milano – Londra A/R causa l’emissione di 0,22 tonnellate di CO2 a passeggero. Per un Roma – San Francisco A/R si tratta invece della bellezza di 2,95 tonnellate.

A tutto questo c’è però rimedio: compensare al danno causato dal volo investendo in attività eco-compatibili. Una delle compagnie aeree più attive in questo senso è SAS, in associazione con la Carbon Neutral Company. Bella anche l’iniziativa di piantare alberi da parte di di Delta Airlines.

Tuttavia, solo a partire dal 2011 le compagnie aeree faranno parte dello schema europeo del mercato delle emissioni. Prima di allora, dipenderà tutto dalla buona volontà dei passeggeri e della compagnie alle quali si affidano: volare senza inquinare rimarrà ancora per anni un bel sogno.