Fallimento

La scorsa estate si è conclusa con non poche brutte notizie per i viaggiatori italiani. Si tratta di casi che sono stati al centro della cronaca estiva e che meritano un approfondimento per cercare di aiutare i turisti a limitare i danni subiti.

Il 18 Luglio mi chiedevo se Todomondo sarebbe fallita: ora ne abbiamo la certezza. Dopo il fallimento della controllante Teorema, il tribunale di Genova, (con sentenza del 1° Ottobre), ha dichiarato il fallimento della Todomondo S.p.A. I viaggiatori rimasti a piedi ora devono chiedere l’ammissione al passivo, tramite lettera raccomandata a/r, in modo da essere iscritti nella lista dei creditori. Inutile dire che i tempi saranno lunghissimi, che i clienti saranno gli ultimi creditori ad essere rimborsati e che gli avvocati, in questo momemento servono a bene poco (pertanto sono da evitare inutili spese). In altre parole, i rimborsi dipendono dalle eventuali risorse presenti nella società, pertanto il riborso, qualora vi fosse, consisterebbe in una minima parte del vostro credito. Per chi non l’avesse già fatto, c’è la possibilità di tentare la strada del Fondo Nazionale di Garanzia a tutela del consumatore, istituito da Ministro del Turismo Brambilla, ma che alcuni ben informati dichiarano miseramente vuoto. Non solo, pare che la Brambilla abbia istituito un fondo speciale per gli ex clienti Todomondo, mettendoli in questo modo in una situazione di ingiustificato provilegio rispetto ad altri turisti gabbati. Ovviamente, quello che lascia amareggiati è la totale assenza di controlli da parte delle istituzioni, che nonostante le continue segnalazioni delle anomalie e delle lamentele dei consumatori non hanno in alcun modo vigilato; salvo poi prodigarsi nell’assicurare rimborsi a tutti a buoi scappati.

Altra vicenda riguarda invece MyAir. Il 23 luglio scorso l’ENAC (l’ente che regola le attività del trasporto aereo) ha sospeso la licenza di volo alla compagnia low cost a causa di una serie di violazioni degli obblighi relativi al pagamento di tasse diritti e tariffe. Il tribunale di Vicenza dichiara il fallimento e accerta un dissesto economico complessivo di 200 milioni di euro, anche a causa di di falsi in bilancio realizzati nei tre anni precedenti. In questo caso, per i poveri ex clienti MyAir non c’è nemmeno la possibilità di ricorrere al Fondo Nazione di Garanzia (che tutela solo gli acquisti di pacchetti viaggio), ma esclusivamente di ricorrere alla procedura concorsuale classica, scrivendo al Tribunale. Del resto, anche qui come per il caso Todomondo, i disservizi e le anomalie erano notissimi, pertanto la domanda rimane: perchè non intervenire per tempo?

Veniamo ora al 31 Agosto, data in cui la compagnia low cost slovacca SkyEurope dichiara il suo fallimento. La compagnia, già in profonda crisi da qualche tempo, lascia numerosi passeggeri a terra, e a parte i turisti che hanno pagato con la carta di credito che potranno chiedere il rimborso alla banca che ha emesso la carta, per tutti gli altri rimane solo la trafila della richiesta al Tribunale fallimentare, per rimborsi per probabilmente non arriveranno mai.

Ma il 2009, l’annus orribilis del turismo, non è ancora finito: è di qualche settimana fa l’ultima vittima, il tour operator Rallo, nei confronti del quale è stata fatta richiesta di fallimento.

Chi garantirà i dipendenti di tutte queste società fallite? Chi tutelerà le agenzie di viaggio assaltate dai clienti inferociti? Chi romborserà i poveri viaggiatori ancora una volta gabbati?