Lamentarsi online funziona

Pare che lamentarsi e fare reclami nel settore dei viaggi sortisca spesso un effetto positivo. E’ di San Valentino scorso la querelle scoppiata tra Expedia ed un famoso blogger di tecnologia americano che il giorno di San Valentino non è stato accettato dall’hotel che aveva prenotato tramite il sito web specializzato proprio nelle prenotazioni online di sistemazioni alberghiere.

Secondo il blogger al centro del pasticcio ci sarebbe un fax (fax!) di conferma mai arrivato al gestore dell’hotel. Ovviamente hotel ed Expedia si sono rimbalzati la responsabilità, ma alla fine del contendere il gigante americano delle prenotazioni alberghiere ha ammesso l’errore, ha fatto le sue scuse ed ha offerto, oltre al rimborso, di risarcire tutte le spese sostenute per quella notte e $200 di buono sconto.

Ora, tutti possono sbagliare e giustamente Expedia vuole riparare all’errore: per questo si offre molto generosa nei confronti del cliente a cui ha arrecato un disservizio. Ma siamo sicuri che sia corretto questo comportamento? Mi viene da pensare che il blogger, che ha un potenziale di visibilità notevole, abbia ricevuto un trattamento ad hoc: se non fosse stato un blogger famoso forse non avrebbe ricevuto tutta questa attenzione ed un risarcimento così esaustivo.

In altre parole, lamentarsi online funziona, soprattutto se sei un blogger famoso. Mi viene in mente a questo proposito la giornalista del Corriere della sera che si era lamentata con eDreams ed il tentativo degli albergatori di condizionare le recensioni su Tripadvisor. In definitiva, pur di non fare brutte figure online, gli operatori turistici sono disposti a scendere a patti, a offrire rimborsi o regalie di vario. A tutto sfavore, ovviamente, della qualità media dei servizi offerte e degli utenti medi che non hanno la facoltà o la voglia di lamentarsi con forza.

E voi, pensate che lametarsi online possa funzionare per avere un trattamento migliore?