La storia è questa. Nel 2008, il cantante canadese Dave Carrol e la sua band country Sons of Maxwells prendono un volo United Airlines da Halifax, in Canada, a Omaha, in Nebraska. Durante uno scalo a Chicago, la band vede dal finestrino gli addetti all’handling letteralmente lanciarsi l’uno l’altro i propri strumenti. Durante queste ardite operazioni una chitarra Taylor del valore di $3.500 viene irreparabilmente danneggiata al manico.

Dave per anno intero chiede spiegazioni via email e telefono al servizio clienti della compagnia, che per tutta risposta fa spallucce. Stanco dei reclami, Dave decide di far valere le proprie ragioni nel modo a lui più congeniale, ovvero cantando. Nel suo sito personale promette di scrivere 3 canzoni dedicate al disservizio, la prima delle quali è appena stata lanciata su YouTube ed è già un successo.

La melodia di United breaks guitars si rifà alle tipiche canzoni country scacciapensieri e disinteressate. Il testo però eloquente ed irrisorio: «You broke it you should should fix it, you’re liable just admit it, I should have flown with someone else» (L’avete rotta, perciò dovreste ripararla, siete responsabili, ammettetelo, avrei dovuto prendere un’altra compagnia”), canta Dave Carroll.

La compagnia ora è screditata, e di certo non basteranno le generiche scuse e la promessa di rimborso: in molti si aspettano una reazione plateale, magari simile a quello operata da Branson con il cliente che si è lamentato dei pasti a bordo dei voli Virgin (Branson in persona l’ha contattato telefonicamente per chiedergli di diventare tester di tutti i pasti di Virgin).

Un’odissea, quella di Dave, che assomiglia a tantissimi casi di disservizio nel trattamento dei bagagli delle compagnie aeree italiane ed europee..