Da Londra Willie Walsh non ha dubbi: l’era delle low cost è finita, o almeno molte delle compagnie a basso costo dovranno rivedere i loro programmi e i loro prezzi. L’amministratore delegato della British Airways sottolinea come il caro greggio costingerà molti vettori ad incrementare i prezzi e molti di essi non riusciranno a sopravvivere alla bancarotta. Oltre ad aumentare i prezzi, la compagnia britannica stessa cancellerà migliaia di voli quest’inverno, tagliando alcune rotte e ritirando i velivoli che consumano più carburante.

Le compagnie aeree low cost stesse saranno costrette ad alzare i prezzi dei biglietti e di servizi aggiuntivi come il check in dei bagagli. Non è un caso che proprio qualche giorno fa Ryanair ha annunciato che da giugno applicherà una tariffa al web check in per ottenere priorità di imbarco rispetto a chi effettua il regolare check-in in aeroporto (anche perchè essendo gratis, spesso i passeggeri erano quasi tutti priority).

caro petrolio
Nello stesso momento la compagnia di bandiera australiana Qantas e la sua affiliata low cost Jetstar hanno annunciato un loro piano di riduzione della velocità dei loro velivoli, con conseguente allungamento dei tempi di volo, nel tentativo di contenere l’impatto dei costi crescenti dei carburanti sui profitti della compagnia.

Non è poi ovvimente un caso che il caro greggio abbia fatto crollare negli ultimi giorni i titoli delle principali compagnie. Come se non bastasse, uno studio della Credit Suisse ha recentemente sottolineato come assumendo un prezzo del petrolio di 120 dollari al barile nel lungo periodo “nessuna compagnia europea, eccetto quelle che hanno attuato opportune strategie di copertura, può essere profittevole”. Ed infine, American Airlines taglierà migliaia di posti di lavoro e aumenterà le tasse sui bagagli per fronteggiare l’impatto del caro greggio.

Si prospettano tempi cupi per viaggiare! 🙁