Sta montando una piccola polemica sull’articolo apparso sul Corriere della Sera relativo alle penali di cancellazione dei voli applicate da Edreams. Sono numerosi i commenti lasciati dagli utenti ed un po’ sensazionalistico è il tono dell’articolo che enfatizza i €39 pagati dalla giornalista stessa per la cancellazione di un volo. In fondo, si sa, i giornalisti devono trovare la notizia anche quando non c’è, ma in questo caso traspare notevolmente l’irritazione personale per un imprevisto costo aggiuntivo percepito come ingiusto.

Benchè alcune informazioni siano esposte correttamente, l’articolo è pieno di inesattezze e ambiguità. Ad esempio, il fatto che il volo venga disdetto un mese prima della partenza non significa assolutamente che Edreams abbia la facoltà di rivenderlo; questa possibilità, infatti, ce l’ha solo la compagnia aerea. Come del resto non è vero che gli altri portali non facciano pagare penali di annullamento: Expedia e Volagratis ad esempio semplicemente non rendono pubbliche le loro tariffe di annullamento, che variano di volta in volta (con Expedia possono arrivare fino a €50 a biglietto). Anche se la penale di annullamento è alta, credo sia più corretto il comportamento di Edreams, che almeno comunica in maniera trasparente il costo.

Trovo fuori luogo anche il capitoletto “Soldi Facili”, dove si lascia intendere che si stia trattando di truffe et similia. Certamente il consumatore deve essere consapevole dell’acquisto che sta facendo e deve leggere con attenzione le condizioni contrattuali, comprese le clausole spesso scritte in piccolo. Inoltre, credo che abbia assolutamente ragione il rappresentante dell’Aduc che ricorda come le condizioni debbano essere scritte con trasparenza, chiare e senza ambiguità, ed essere evidenti sia nella homepage che in tutto il processo di prenotazione del servizio turistico.

Voi che ne pensate?