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Secondo uno studio condotto da Certet, il centro di economia regionale per la Lombardia, è emerso che Milano è la terza capitale d’Europa, dopo Londra e Barcellona. Attraverso lo studio emerge la grande competitività del sistema aeroportuale italiano nei confronti di quello europeo. E’ interessante notare quanto, grazie alle low cost e alle loro politiche, è andato a modificarsi a livello di geografia del territorio,decisioni aeroportuali e sviluppo di collegamenti prima inesistenti. Ne è un esempio l’Aeroporto di Bergamo, attorno al quale si è sviluppato un network industriale-ricettivo-d’intrattenimento fino a qualche anno fa inesistente.

La tratta più trafficata del mercato italiano è la Catania-Milano con 80 voli, mentre nel mercato internazionale, da e per l’Italia, la tratta principale è la Milano-Londra, coperta con 148 voli totali a settimana. Il successo dei voli low cost nel mercato italiano è bene spiegato dai numeri: 718 voli a settimana sono low cost, cioè il 13 per cento dell’offerta complessiva del trasporto aereo. Molto di più che in Spagna (6,3%), in Francia (2,8%). Ma ancora meno nel Regno Unito (27,3 per cento) e Germania (29,%). Ryanair si distingue anche in questo contesto per essere il vettore low cost con la maggiore quota di mercato a livello internazione, da e per l’Italia, rappresentando il 33, 7% dei 4234 voli complessivi settimanali, ma anche il principale vettore low cost in Europa con 10242 voli settimanali complessivi. Nel mercato domestico la quota maggiore è rappresentata da Wind Jet con 616 voli totali.

E’ difficile prevedere quanto durerà questo trend “nei cieli”, dato che, come dimostrano i fatti, il settore aeronautico è molto variabile e suscettibile a numerosi cambiamenti. Quello che è certo è che il fenomeno low cost ha completamente influenzato non solo il settore aereo, ma anche il territorio dove sono site le strutture aeroportuali, sviluppandole e rendendole più attrattive, e non da ultimo le abitudini dei viaggiatori, che oggi viaggiano più spesso, spendendo meno..