Cari amici, oggi ospitiamo il post di una nuova amica, Barbara del sito Nel Salento.

Non c’è nulla di più bello che osservare le persone mentre fiere parlano delle proprie origini, citano uno ad uno i prodotti, i monumenti, i cibi assolutamente da non perdere, pronti ad accogliere una domanda come se avessero già la risposta, essere felici di raccontarsi un po’.
Proviamo a conoscere questa Terra  di Puglia tramite il racconto di chi ci vive o di chi, pur lontano, continua ad amarla.
La Puglia è al top tra le mete turistiche per la qualità dei suoi servizi ricettivi e perché, cercando bene, la vacanza può avere basso impatto sul portafogli!

Giovinazzo Puglia

Lillino Sabello, ad esempio è un oste, gestisce una trattoria di famiglia esistente sin dagli anni ’50, Cibus. È un uomo legatissimo alla sua terra e a Ceglie, ponte tra la Murgia e il Salento.
La Terra regala grandi materie prime, da verdure a formaggi, la storia porta i segni pesanti di paradossi, guerre e paci, tutto misto al buonsenso e alla saggezza popolare. Quel “volgo” a cui sentiamo pronunciare parole strane come il nome di un legume particolarmente gustoso “U cicero del Paretone”, un tipo molto pregiato e rinomato nella zona.
Senza dimenticare gli ulivi, vecchi di secoli e secoli, millenni, immensi, contorti, guardando due ulivi intrecciarsi viene in mente “Amore e Psiche”, quegli ulivi marcano in modo ineguagliabile la cucina pugliese.
Diversi Dop sono riconosciuti alle olive e oli di Puglia, Ogliarola, Cellina di Nardò, Pesciolen, Mennella, ogni tipo di oliva dà vita ad un olio particolare, dalle sfumature differenti, che ben si sposa con i piatti e le loro preparazioni.

L’oste Lillino cita le mandorle con cui viene preparato il biscotto cegliese tutelato da presidio Slow Food, pronunciarlo è quasi un’impresa: Psqcuetti. Un impasto fatto con mandorle, uova di galline allevate in zona, miele locale, limoni di liquore di Ceglie, immancabile la marmellata di amarene fatta tradizionalmente in paese. Come potete notare, ogni ingredienti è del posto, se non fosse così il biscotto non avrebbe l’appellativo di biscotto cegliese.
Poi da citare il pesce, ad esempio, l’escabece di Lecce, una grande tradizione del Salento.
Per l’oste Lillino la Puglia è verde, tutta verde. Dice che qui i colori accecano, è vero.

Emilio Solfrizzi interrogato sulla sua Bari, afferma che per lui la Puglia è aromi, profumi, tavola, cucina e grandi vini da scoprire. Vivendo a Roma i ricordi della Terra e dei piatti di casa sono più forti e cari.
La sua carriera, prima di essere conosciuto anche sul piccolo schermo, inizia in un teatro di Bari alla fine degli anni ’70 quando, all’età di soli 15 anni, interpretò un testo di Woody Allen. Poi nacque la celebre coppia comica, Toti e Tata.
I luoghi che ama di più e di cui sente la mancanza oltre a Bari, città natia, sono Ostuni, Cisternino, Locorotondo, la Valle d’Itria, il mare di Trani, che è un vero splendore a livello architettonico, con un’atmosfera alquanto magica, Otranto, il lungomare di Polignano, Monopoli, Capitolo e Savelletri di Fasano, vere medaglie per i pugliesi.
Della cucina tipica cita la pasta con le pelose, che sono granchi con cui viene un sugo saporitissimo, le triglie, di scoglio, fatte in guazzetto o fritte. A ricordare si commuove un attimo.

Lecce

Oltre a sentirla raccontare è bello scoprire a proprio modo la Puglia, verificare la veridicità del verde e dei colori che accecano, come dice Lillino, visitare Trani con il suo mare e la sua bellezza architettonica, vedere Lecce, la “Firenze del Sud”, “La Signora Barocca”.
Una Terra che va “perlustrata” in lungo e in largo trovando alloggio in una delle tante Case Vacanze di Puglia senza troppi scrupoli sui costi, qui è possibile parlare di vacanza low-cost!